BIOPOLIMORFISMO |
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Il libro delle bestie
Il sole splendeva in cielo, e sulla terra le acque accarezzavano dolcemente le candide spiagge, alle cui spalle verdi chiome di piante in fiore si cullavano al tiepido dolce vento.
Ma il Signore, guardando, vide che tutto questo non era buono.
Prese del cemento, calce e mattoni, creò il martello, la carriola e il cacciavite e vide tutto questo era quasi buono
Al settimo giorno, il Signore portò a termine le sue fatiche, creò la BESTIA, le diede un cantiere, una miniera e una damigiana di rosso
E finalmente Dio disse:
- Sei una Bestia, e Bestia rimarrai lavora e riproduciti, sei nata dal cemento e di alcool morirai -
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E Inverno la temperatura esterna oscilla intorno ai 24 gradi sotto lo zero termico Una densa coltre di nebbia avvolge la Terra, soffocando sotto il suo gelido abbraccio ogni cosa.
Il sole non è ancora sorto, ma già, attraverso la coltre, si possono cogliere i primi, gelidi tremori dellalba imminente.
Tutto intorno, la vita è immobile, gli alberi ormai in pieno letargo, protendono nel nulla i rami raggrinziti e spezzati dal gelo; i prati ed i giardini hanno sepolto, sotto un silenzioso e spietato velo di mordente brina, i colori dellerba e le sementi dei fiori
Sotto lincerto riparo di una tettoia arrugginita e fatiscente, un cane randagio e malato attende che qualche pallido raggio di sole illumini il mondo e mitighi la temperatura: fa troppo freddo ed è troppo buio per cercare un tozzo di pane raffermo, o un osso spolpato e rancido da rosicchiare.
Unombra attraversa però la nebbia, camminando curva incurante del freddo e dellorario ancora notturno; la sagoma richiama vagamente un profilo umanoide.
Le scarpe sporche di fango, calce e cementi vari, il berretto corroso da acidi, solventi e vernici, un golfino stracciato e rinsecchito sopra la tuta usurata e rammendata con toppe di nastro isolante; un martello in cintola, una mazza di cacciaviti nella tasca buca posteriore, in mano un secchio sgangherato per riporre la cazzuola incrostata di malta, nellaltra mano, tra un pollice ferito e un indice martoriato, regge un mozzicone di sigaretta incurante che, ormai ridotta al filtro, gli stia ustionando la ruvida e squamosa pelle.
Ecco signori, questa è la Bestia.
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Anche la testa della Bestia riporta in genere alcuni elementi già esaminati E possibile tuttavia rilevare formazioni carnose di differente natura quali brufoli inesplosi, verruche e grossi porri specialmente in prossimità del naso dal quale
peraltro fuoriescono sempre secrezioni liquide e solide nonché abbondanti ciuffi di peli appiccicosi. Gli occhi della Bestia traspaiono stanchezza, le borse si sprecano e le ciglia calanti spesso offuscano la visuale; qualora la Bestia portasse occhiali (e comunque mai lenti a contatto), questi saranno sempre sporchi, unti, appannati, con almeno una lente rotta o mancante e con non oltre una stanghetta di supporto. E in uso per molti esemplari limpiego di occhi di vetro anche se le Bestie di razza, in caso di incidente alla vista, solitamente cicatrizzano locchio guasto con ferri roventi o con impacchi di acido corrosivo.
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Lidraulico, altro esemplare splendido, si annida talvolta nei cantieri, ma è più facile reperirlo, tramite richiesta telefonica, direttamente a domicilio.
Questo consente di poterlo ammirare nei dettagli e compiacersi così della sua indole particolarmente sporca.
Lidraulico infatti ama effettuare riparazioni o sostituzioni di WC o turche: per far questo si tuffa a piene mani nei liquami ingorgati, aspira con la bocca le tracce di incrostazione, risciacqua con la saliva eventuali formazioni di ruggine e, dopo aver effettuato la riparazione, si porta a casa nella sua tana dei trofei, i pezzi sostituiti.
Lidraulico fa buon uso di chiavi inglesi, pinze a pappagallo, chiavi a tubo, martello, nonché di un particolare prodotto derivante da un intreccio di peli del suo stomaco che viene utilizzato come sigillante di giunti: tale prodotto è detto "filo di canapa".
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Il cameriere è una bestia molto mansueta, disposta ad eseguire qualunque tipo di incarico le venga richiesto, nella massima umiltà e rassegnazione.
Lavora quotidianamente in orari particolarmente delicati: quelli della colazione, del pranzo e della cena.
Serve ogni giorno decine di portate le più complesse e pesanti trasportando su un solo braccio sino a 33 piatti differenti, ovvero vassoi contenenti sino a 244 bicchieri ovvero 691 tazzine di caffè. Il cameriere ama i momenti di piena, quando non ha un attimo di tregua: spesso crea appositi incidenti rovesciando bicchieri, inciampando volutamente e frantumando vetri e porcellane di servizio. Corre allora precipitosamente a munirsi di scopa e stracci per pulire il danno causato e concedersi così un piacevole diversivo.
Il cameriere di razza lavora in divisa, conosce a menadito il menu e sa accontentare le richieste anche dei clienti più difficili