BIOPOLIMORFISMO |
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Malavita che passione
La mala non è male, ossia non è male viver male, non nel senso che sia bene che si viva male, ma nel senso che vivendo male si vive bene.
Ordunque, per viver bene, alias ricchi, realizzati e rispettati ecco che il basso mondo, il mondo della mala per intendersi, viene ad arricchire i vari prospetti di vita umani per presentarci il suo: un mondo affascinante, vivo, pieno di avventura lotta azione denaro beni venali e peccati capitali La malavita è il vero potere di una nazione, è lei che comanda, agisce, crea e distrugge anche se, talvolta, ci lascia qualche penna.
Ma perché non malvivere ? La risposta non regge, ergo si deve malvivere, altrimenti si benvivrebbe male!
A voi dunque la scelta tra vita buona vissuta male e malavita vissuta bene. Per tutti coloro che illuminati dalla saggezza di tali verba vorranno cimentarsi colla malavita, ecco un ampio trattato di vaste portate, atto a docere esaurientemente i vari apprendisti banditi
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Il covo è dunque chiave del necéssaire del malvivente, vediamo come devessere: la porta blindata è collegata d un fucile: chi la apre senza i dovuti accorgimenti viene freddato irrimediabilmente. Le armi vanno celate nel gabinetto o in ripostiglio e truccate da oggetti duso quotidiano; le pistole faranno da attaccapanni, i proiettili da mollette per il bucato, i fucili da ombrelli, gli eventuali cannoni da portaombrelli. Labbigliamento del bandito deve osservare rigide norme: ognuno è libero di scegliere i capi vestiari che ritiene più consoni a sé. Ma vediamo ora come si articola il primo gesto del malvivente, la base per le future rapine: il furto. Il furto di galline è il caso più semplice e si addice anche ad uomini di mezza tacca, incapaci e dilettanti: è sufficiente entrare in un pollaio incustodito e afferrare i volatili per il collo onde evitare che posano coccodeare, dopodiché si scappa.
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dal Corriere della Mala del 34 feb 191
Augusto Cesoia, terrore della popolazione del piccolo villaggio di S. Facchino, è stato arrestato ieri dagli sforzi degli ordini locali: il Cesoia, ardimentatosi nella difficile impresa di rubare i proiettili dalla pistola di un agente, era poi riuscito a dileguarsi come una carota nello stomaco di un formichiere. Rimasto tale agente con due palmi di naso, pensò giustamente di tentare la cattura con un tranello che di lì a poco avrebbe sapientemente orchestrato.
Travestitosi da uomo vecchio quale già era, lagente simulò un furto nel luogo, in cui, poco prima, era stato depredato dal Cesoia. Fingendo dunque di essere stato derubato, urlò a gran voce: - Al Ladro! Al Ladro! - E il Cesoia, sentendo tale frase, accorse sul luogo proferendo però questa frase: - Cercaste un ladro? Qui accorsi !!! - In men che non si dica lagente fece scattare le manette e il Cesoia, per quanto velocista, non potè sfuggire loro in quanto scattarono anzitempo di lui
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Il bombarolo in per solito viene incaricato dellingrato compito di attentatore: suoi obiettivi preferiti saranno i tralicci delle linee elettriche. Giunto alla base di uno di essi, il bombarolo applica un dispositivo timer breve ma sufficientemente ampio da garantirgli una fuga di sicurezza dalla bomba in questione che , per soddisfare lesigenza di abbattere il traliccio dovrà essere alquanto consistente. Una volta innestato il dispositivo sembra utile, in realtà è molto pericoloso, restare in loco a controllare lefficacia del proprio operato da breve distanza. Una volta poi esploso il tutto, è opportuno evitare manifestazioni di gioia tipo lurlo dei cosacchi baldanzosi o del merlo in amore, urli che potrebbero suscitare lallarmismo di chicchessia. Si consiglia viceversa un discreto allontanamento dal luogo dellattentato.
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A Nocciolodipesce, località rustica della bassa Lucania, un inesperto villico, tale Baldassarre Fottuto fece uso, per omonimia, di un pistola in loco della pistola: il risultato fu a dir poco tremendo. Il Fottuto, per armarsi, rintracciò un tal Aurelio Sempresvelio, noto pistola e sbandato del suo paese. Piazzato il Sempresvelio su duna carriola, lo condusse al pescivendolo locale e gli intimò la consegna di tutti i pesciolini dorati, tenendolo sotto la minaccia del pistola. Imperocchè il pescivendolo, non avendo esaminato attentamente la velleità dellarma che gli si parava innanzi, non si fece intimorire da questa e preso il Sempresvelio lo mandò a gambe per laria con un colpo di pesce. Il Fottuto, vista la mala parata, cercò di filarsela ma il pescivendolo gli scodinzolò alle spalle una mandria di aragoste che lo bloccò. Il Fottuto, così fottuto, finì i suoi giorni in gattabuia.
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Duilio Visibilio, fratello di Attilio disse: - Se non ci fossi io nessuno mi conoscerebbe